venerdì 27 giugno 2008

25 luglio 2008: la Gita su Roma

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Il 25 luglio ci sarà la Gita su Roma. Il percorso si snoderà attraverso le sedi dei partiti espropriatori di democrazia. Le vie della capitale sorde e grigie ridotte a un bivacco di manipoli dallo psiconano si riempiranno di colori. Via della Scrofa (AN), via dell’Umiltà (PDL), Piazza Sant’Antanastasia (PDmenoelle), Via Due Macelli (UDC), uno spettacolo.
Chi partecipa alla Gita dovrà farlo a piedi o con mezzi non motorizzati. L’unico limite è la fantasia. Biciclette, risciò, pattini, monopattini, a dorso di mulo, con una slitta trainata da San Bernardo o con una carrozzella romana.

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Durante la Gita saranno distribuiti alla popolazione di Roma volantini contenenti tutte le porcate sulla Giustizia approvate dal Gran Consiglio (l’ex Consiglio dei ministri) dello psiconano e i suoi effetti catastrofici sulla sicurezza degli italiani. Il PDL, votato per la sicurezza, non aveva però specificato che si riferiva alla sicurezza di non finire in galera del suo capo. Dettagli legislativi.
I delinquenti fuori dalle prigioni. I tribunali paralizzati. Le leggi salva criminali. Il 95% dei reati non punibili. L’esercito nelle città. Sento un leggero odore di m…da nell’aria.
Il 25 luglio 1943 il Duce fu licenziato dal Gran Consiglio e in seguito arrestato. E’ un giorno speciale. Una ricorrenza che porta bene.
Da Wikipedia: “L'ordine del giorno Grandi fu uno dei tre ordini del giorno presentati alla seduta segreta del Gran Consiglio del Fascismo convocata per sabato 25 luglio 1943, (che sarebbe stata anche l'ultima). L’ordine fu approvato e provocò la caduta di Benito Mussolini aprendo l'ultima fase del regime fascista, caratterizzata dalla Repubblica Sociale Italiana.”
Dal blog di Beppe Grillo: “La gita su Roma Grillo fu convocata per venerdì 25 luglio 2008. Aprì l’ultima fase del regime berlusconiano e avrebbe condotto in seguito a un nuovo Rinascimento”.
I dettagli sull’itinerario e l’ora di partenza saranno dati nei prossimi giorni. Da: www.beppegrillo.it


mercoledì 18 giugno 2008

Comunicato politico numero quattordici: referendum

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Topo Gigio Veltroni, il più imbelle leader dell’opposizione che si ricordi, ha finalmente reagito. Lo psiconano introduce la cortina di ferro tra i politici e la giustizia e l’informazione. Taglia in due il Paese, di qua gli impuniti della politica, di là i cittadini. Topo Gigio dichiara allora: “Guai a farci schiacciare su posizioni girotondine”, ma anche: “Non mi pare che ci sia un clima positivo”, e ancora anche: “Troppi strappi, così il dialogo salta”.
Quanti strappi alla Costituzione e alla legge sono necessari perché l’inciucio Veltrusconi salti? Ce lo dica Topo Gigio. Anzi, non dica più nulla, ci risparmi i suoi aggettivi da terzomondista, ma anche berlusconista e si dimetta. Negli Stati Uniti, dopo la serie impressionante di sconfitte che ha subito, Ueltròn farebbe la maschera del cinema a Hollywood.
Lo psiconano ha dichiarato guerra al Paese. Non perché sia cattivo, ma per necessità. La galera non piace a nessuno. Per questo vuole mandarci i giornalisti e i magistrati al suo posto. Il disegno di legge sulle intercettazioni seppellisce in modo definitivo la (poca) informazione libera esistente in Italia. Non potremo più sapere nulla. Nulla. Unipol, Abu Omar, Santa Rita, la centrale di spionaggio di Telecom, Saccà, Parmalat. I processi, diventeranno segreti di Stato. Lo psiconano impedisce con la galera la pubblicazione di ciò che è pubblico. Non solo delle intercettazioni, che di fatto, vengono eliminate. Infatti, tutti gli atti delle indagini preliminari “anche se non sussiste più il segreto” non possono essere divulgate neppure “in modo parziale o per riassunto”. Nessuna intercettazione sotto i 10 anni di pena, nessuna pubblicazione di atti giudiziari pubblici. Questa è la sicurezza del nuovo Governo. I militari per le strade sono un insulto per le forze di Polizia. Lo scopo non è quello di difendere i cittadini, ma di creare un precedente. I militari potranno essere impiegati per le centrali nucleari, gli inceneritori, le nuove basi americane, la Tav in Val di Susa, il Ponte sullo stretto, per l’abolizione della class action Parmalat. Per proteggere i politici come nelle migliori tradizioni sudamericane.
La legge sulle intercettazioni è la pietra tombale sulla democrazia. Io non ci sto. Una legge, fatta per i fuorilegge, che va chiamata, in modo corretto, legge Silvio Berlusconi.
Il prossimo V-Day sarà dedicato a questa legge. Il V3-day sarà sulla Giustizia. Lancerò un referendum per l’abolizione della legge Berlusconi. Chiunque ci stia, associazioni, movimenti, raggruppamenti politici, è benvenuto. E’ arrivata l’ora di contarci. Non c’è più tempo. V-day, V-day, V-day.
Tratto da: www.beppegrillo.it

lunedì 16 giugno 2008

Senato: sospesi i processi a Berlusconi

Torna il Lodo Schifani. Torna il blocca-processi. Pareva un'indiscrezione, ma presto è arrivata la conferma. La maggioranza ha presentato un emendamento al decreto sicurezza che chiede la sospensione dei processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 «che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado». In sostanza la norma fa da “apripista” al vecchio “Lodo Schifani”, il provvedimento ad hoc per salvare Berlusconi dai processi in corso. Ma poichè non è possibile riproporre il “Lodo” come era stato concepito nel precedente governo Berlusconi, visto che la Consulta il 13 gennaio del 2004 lo dichiarò incostituzionale, si è pensato ad una misura che tenesse conto delle osservazioni dell'Alta Corte e che preparasse la strada a una norma che garantisca una sorta d’immunità o sospensione dei processi per i vertici dello Stato nel corso del loro mandato. L'obiettivo sarebbe quello di bloccare la sentenza del processo Mills dove Silvio Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari. Gli emendamenti presentati dai senatori del Pdl Carlo Vizzini e Filippo Berselli sono due. Nel primo si chiede che venga data priorità assoluta ai processi per i reati puniti con l’ergastolo o con una pena superiore ai 10 anni, ai delitti della criminalità organizzata, ai procedimenti celebrati con rito direttissimo o con giudizio immediato. Nell’altro, c’è invece proprio la richiesta di «sospensione dei processi relativi ai fatti commessi fino al 30 giugno 2002». Se l’emendamento verrà approvato, i processi «sono immediatamente sospesi al momento dell'entrata in vigore della presente legge per la durata di un anno». Veltroni: se il governo va avanti, dialogo a rischio «In questi giorni si decide il futuro di questa legislatura: se il comportamento rimane come quello delle ultime settimane il clima non potrà che cambiare». Lo ha detto il leader del Pd, Walter Veltroni, parlando a una conferenza stampa organizzata dalla fondazione "Fare Futuro" e sottolineando che venerdì all'assemblea costituente tirerà le fila il comportamento del governo. Veltroni si è detto «molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune cose vengono introdotte surrettiziamente», criticando decisamente il primo mese di azione del governo in particolare per quanto riguarda «il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull'Europa, le intercettazioni e l'intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza». «Può essere ministro della Repubblica qualcuno che dice che il trattato europeo è da strappare?». Se lo è chiesto il leader del Pd, Walter Veltroni, parlando a un convegno di 'Farefuturò dell'uscita di Calderoli dopo la bocciatura del trattato europeo da parte dell'Irlanda. Sulla decisione di Prodi di lasciare la presidenza del Pd Veltroni chiarisce: «A me piacerebbe che Romano restasse presidente del Pd ma rispetterò la sua decisione quale che sia sapendo che è la persona che, insieme a me, più ha creduto nel Pd». Di Pietro: tornano le leggi ad personam «Come volevasi dimostrare anche questa volta Berlusconi ci riprova con le sue leggi ad personam. Evidentemente non aveva ancora finito di sistemare i suoi affari personali, infatti, è dall'inizio della legislatura che continua a proporre norme volte a tutelare i suoi interessi privati: dal patteggiamento allargato alle intercettazioni fino alla sospensione dei processi che lo riguardano».

domenica 15 giugno 2008

Soldati in città

Nuova idea fuoriuscita dalla mente contorta dei vari Berlusconi-La Russa-Maroni: 2500 soldati dell'Esercito destinati a compiti di sicurezza e ordine pubblico "per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, ove risulti opportuno un accresciuto controllo del territorio". Soldati distribuiti nelle città più importanti per 6 mesi, con la possibilità di estendere l'incarico a 1 anno. Antonio Di Pietro dice che "le forze armate per controllare il territorio delle città si usano solo in Colombia", ed è certo che questa situazione ce ne ricorda un'altra, datata poco più di 60 anni fa. L'impiego dell'esercito si era avuto nel 1992, dopo la morte di Falcone e Borsellino. Operazione denominata "Vespri Siciliani", che aveva un compito preciso: combattere la mafia. Questa volta non sanno neanche loro chi sia precisamente il nemico. Senza dimenticare che i soldati utilizzati dal 1992 al 1998 erano leggermente di più: 20 mila.
Cercano di diffondere tranquillità tra la gente, non sapendo che la figura dell'esercito porta tutt'altro che serenità. Per La Russa inviare 2500 soldati è un grande atto di generosità. Il bello è che sembra credere che quest'azione possa avere effetti positivi concreti.
Per il generale Mario Buscemi, responsabile proprio di "Vespri siciliani" afferma che "è un provvedimento che può avere effetti positivi, ma resta il dubbio che un numero così limitato di militari possa avere risultati che vadano oltre la pregevole iniziativa". Ma si, tanto non sappiamo dove buttarli i soldi.

Libera informazione in libero Stato.

In natura ogni azione produce una reazione uguale e contraria. Il V2-day per una libera informazione in un libero Stato è stato un sasso gettato in uno stagno. Un’acqua ferma, vischiosa, di colore verde. I cerchi concentrici si sono allargati, si stanno allargando. L’informazione è in Italia uno strumento del potere politico, economico, mafioso. La gente comincia ad avere dei sospetti. A non credere più agli editoriali di Mieli e di Scalfari. A ignorare Riotta e Mentana. Megafoni dei loro padroni, addetti stampa comunque sul viale del tramonto. Se i giornali e i telegiornali oscurano 120.000 persone in piazza San Carlo a Torino e 1.350.000 firme raccolte in un giorno allora i referendum si hanno da fare e presto.
Il Paese cambierà solo con un’informazione libera. Non c’è altra via. Su questo tema non si possono fare sconti. Bisogna battersi per evitare la chiusura dei blog dei cittadini che fanno informazione. Si devono proteggere i giornalisti liberi e dargli voce nella Rete o con i ciclostili. Si deve sputtanare, dimostrandone pubblicamente le falsità, chi fa propaganda di regime. Far rispettare la sentenza della Corte di Giustizia Europea su Rete 4 e sulla indecenza della legge Gasparri a costo di andare in centomila a Bruxelles. Quanti spazi di informazione libera conoscete? Riuscite a contare fino a cinque? Quanti non sono ancora sotto il controllo dei partiti, dello psiconano, della Confindustria, delle banche? Quanti giornalisti, prima di battere i polpastrelli sulla tastiera, pensano al lettore e non all’editore?
Al V2-day hanno parlato economisti, matematici, ambientalisti, magistrati, architetti, avvocati, musicisti, giornalisti, gente comune. Il V2-day è durato sei ore. Sotto un sole estivo migliaia di persone hanno ascoltato, senza un incidente, composti. Una lezione di civiltà.
I media hanno attaccato il dito che indicava la Luna. Della Luna non potevano e non possono parlare. Per loro la verità è un virus mortale. Il post V2-day si è trasformato in un attacco a Grillo, alle sue bollette della luce, ai suoi guadagni, ai suoi insulti. Grillo peggio di Mussolini, di Andreotti. Grillo con la voce di Hitler. Dei contenuti del V2-day nessuno ha parlato.
Il prossimo V-day si avvicina.